giovedì 13 maggio 2010

Architetti e Città. Conferenza di Alberto Ferlenga su Aldo Rossi


Architetti e Città - Il pensiero di alcuni grandi maestri - Aldo Rossi conferenza dell’arch. Alberto Ferlenga


Ordine degli Architetti e PPC di Trento


14 maggio ore 18,00


Facoltà di Sociologia

Aula 20

Via Verdi, 26 - Trento



L’Ordine degli Architetti e PPC di Trento intende sviluppare nel corso del 2010 una serie di incontri sul tema “Architetti e Città” con la finalità di attivare momenti di confronto tra le diverse formazioni culturali e professionali che si interessano dei fenomeni urbani.

Il percorso si svilupperà a tappe con diversi interventi e conferenze multidisciplinari, dove saranno chiamati architetti, urbanisti, storici, sociologi, ad esplorare i diversi aspetti dello spazio urbano contemporaneo e delle sue dinamiche sociali.


Per quanto riguarda la logistica ed in particolare la sede degli incontri la Facoltà di Sociologia (con i corsi di laurea in Società, territorio, ambiente, i corsi specifici di Sociologia urbana ed il nuovo laboratorio di Etnografia urbana) ben rappresenta il luogo del possibile incontro tra le varie specificità professionali ed il punto di contatto per le interdisciplinarietà.


Si inizia il 14 maggio con l’arch. Alberto Ferlenga che parlerà del pensiero di Aldo Rossi (1931-1997), maestro e teorico dell’Architettura italiana, la cui opera verrà ripercorsa attraverso disegni e immagini dei principali progetti, dalla città Analoga al Teatro del Mondo, dal cimitero di Modena agli edifici di Berlino, dal Quartiere Gallaratese alle Scenografie, con una finestra sempre aperta sulla città e sull’Architettura della Città.

L’unicità del contributo di Alberto Ferlenga, Professore Ordinario e Direttore della scuola di Dottorato dell’Università di Venezia, è data dal rapporto di stima reciproca che lo legava ad Aldo Rossi permettendogli una visione critica non da allievo o studioso del maestro, ma da amico e confidente.


La ricerca sul pensiero di alcuni architetti che hanno saputo pensare alle dinamiche generali della città, non solo all’intervento di architettura come tassello, proseguirà a settembre con l’arch. Marco Biraghi che presenterà il lavoro di Rem Koolhaas e quindi con Stefano Boeri che proporrà diverse esperienze di studio delle trasformazioni delle città italiane.

Uno spazio coclusivo sarà dedicato anche a giovani studi italiani che potranno presentare le ultime tendenze/esperienze.


mercoledì 5 maggio 2010

Concorso fotografico

Segnaliamo questo concorso fotografico (magari qualche foto di sobborghi?)



2° CONCORSO FOTOGRAFICO ART TO ART

L'ATTESA

La seconda edizione del concorso fotografico indetto da Art to Art intende indagare,

attraverso il mezzo fotografico, le molteplici declinazioni

del tema “L’attesa”


Le fotografie vincenti e quelle selezionate per particolari meriti verranno esposte in una mostra collettiva che avrà luogo presso la Facoltàdi Sociologia di Trento dal 4 al 30 giugno 2010.

Regolamento:

1) La partecipazione è aperta a tutti.
2) Tema del concorso: “L’attesa”.
3) Il materiale dovrà essere così fornito: stampe in bianco e nero o a colori.
4) Possono concorrere sia fotografie ottenute tramite tecnologia analogica sia digitale, sempre che queste ultime non abbiano subito modifiche formali attraverso l’elaborazione al computer. Ogni partecipante potrà presentare un massimo di 3 opere. Le fotografie dovranno avere la dimensione del lato maggiore di 30 cm. Le fotografie dovranno recare sul retro un post-it con lo pseudonimo, l’anno di realizzazione, e il titolo. Nome e cognome dell’autore invece dovranno essere inseriti in una busta chiusa.
6) Ogni opera dovrà essere inedita.
7) Le opere inviate devono essere di proprietà dell’autore. Ogni autore è l’unico responsabile dell’oggetto delle proprie fotografie ad ogni effetto di legge, ne autorizza la riproduzione gratuita per gli scopi promozionali e culturali non a scopo di lucro.
Gli autori, inoltre, dispensano l’organizzazione da qualsiasi onere presente e futuro, garantendo che le stesse opere non sono gravate da qualsivoglia diritto. L’organizzazione si fa obbligo di citare in ogni caso la fonte e di non farne uso a scopo di lucro. In sede d’iscrizione ogni partecipante dichiarerà di possedere tutti i diritti sugli originali e di disporre delle eventuali autorizzazioni per le eventuali persone ritratte. Gli organizzatori non saranno in alcun modo responsabili per eventuali richieste di risarcimento avanzate da soggetti ritratti che compaiono nelle fotografie inviate. L’organizzazione, pur assicurando la massima cura delle opere, declina ogni responsabilità per eventuale smarrimento, furto, danneggiamento o quant’altro.
8) Il termine ultimo per presentare le opere è fissato per il giorno martedì 18 maggio 2010 entro le ore 24.00; le fotografie dovranno essere inviate anche in formato digitale (in alta risoluzione) all’indirizzo art2art@hotmail.it sempre entro il 18 maggio 2010
9) Le opere opportunamente imballate non dovranno pervenire piegate o compromesse; l’originale spedito, se selezionato dalla Giuria, sarà utilizzato per l’esposizione fotografica che verrà inaugurata il 4 Giugno 2010 presso la Facoltà di Sociologia di Trento.
10) Tutto il materiale opportunamente imballato dovrà pervenire in busta chiusa all’interno della quale ci dovrà essere una busta bianca senza segni di riconoscimento, sigillata, contenente i dati personali compilati nell’apposita scheda di iscrizione. Tutto il materiale (scheda d’iscrizione, opere e busta con dati personali) dovrà essere inviato a mezzo posta a:
Fedora Podio – Via Vannetti, 12 – 38122 Trento (farà fede il timbro postale) oppure consegnato a mano previo accordo telefonico

ad Alessandra 347-7367893 o Fedora 347 -1918063 .
11) Una Giuria di esperti esaminerà le opere pervenute assegnando i premi, formulando eventuali segnalazioni e decidendo quali opere esporre in mostra.
12) Durante la valutazione sarà mantenuto il più stretto anonimato degli autori. L’ammissione, la scelta delle opere da esporre, nonché la classifica e l’assegnazione dei premi avverrà a giudizio insindacabile ed inappellabile della Giuria.
13) Verranno selezionate 20 opere che saranno esposte nell’ambito della mostra fotografica allestita presso la Facoltà di
Sociologia di Trento dal 4 al 30 Giugno 2010.
14) Premi:
1° premio: 300 euro in buoni spesa materiale fotografico
2° premio: 200 euro in buoni spesa materiale fotografico
3° premio: 100 euro in buoni spesa materiale fotografico
I premi principali non saranno cumulabili. Potranno essere menzionate altre foto per meriti particolari. I premi saranno conferiti nel corso dell’inaugurazione della mostra fotografica. I vincitori e gli autori delle opere menzionate per particolari meriti verranno anticipatamente avvisati via e-mail e saranno tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione.
15) Le opere non saranno restituite. Le opere premiate e segnalate resteranno nell’archivio dell’organizzazione e comunque la proprietà dell’immagine rimarrà sempre dell’autore e sarà citata per qualsiasi eventuale pubblicazione.
16) Per scaricare la Scheda di Partecipazione al concorso collegarsi al sito http://puntonet.jurka.net/ oppure scrivere ad
art2art@hotmail.it richiedendone l’invio.
17) Ulteriori informazioni potranno essere richieste al seguente indirizzo art2art@hotmail.it
18) In base a quanto stabilito dal Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sulla privacy, la partecipazione al concorso comporta da parte dell’autore l’autorizzazione al trattamento dei dati personali e la loro utilizzazione da parte di ART TO ART per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso.
19) La partecipazione al concorso implica la completa e incondizionata accettazione del presente regolamento.

giovedì 15 aprile 2010

Le mani sulla città

Le mani sulla città-scheda riassuntiva

INFORMAZIONI GENERALI E DI CONTESTO “Le mani sulla città” è un film fra i più noti del filone dei film-inchiesta di Francesco Rosi, napoletano, allora quarantenne, già collaboratore di Luchino Visconti in “La terra trema”(1948), regista di molte opere d’impegno civile. Realizzato nel 1963, descrive il meridione dell’Italia del boom economico e della cassa del mezzogiorno. Sebbene l’indignazione espressa e il pensiero politico attraverso il quale vengono filtrati gli avvenimenti sia di ispirazione popolare, le dinamiche verso le quali viene condotta l’attenzione del pubblico sono quelle delle èlite politico-economica, in quanto considerata determinante nella scrittura della storia della città in ragione della sproporzione nell’accesso e nell’allocazione delle risorse. In questo senso si potrebbe rinvenire in questo film un documento complementare alla descrizione di Gans[1] della comunità italoamericana dei quartieri poveri poi resi zone residenziali della medio alta borghesia, mirato piuttosto alla comprensione del comportamento tenuto dai ceti meno abbienti e delle interazioni sviluppate all’interno del suddetto contesto.

TRAMA Il film tratta delle manovre poco pulite dell’imprenditore, consigliere e, infine, assessore, Edoardo Nottola, atte alla modifica del piano regolatore comunale, delle tragiche conseguenze delle sue azioni, nessuna delle quali toccherà la sua persona. Sembra tuttavia rinvenirsi una nota positiva nel finale: viene profetizzata la presa di coscienza della parte più povera della società e il suo conseguente riscatto.

LENTI INTERPRETATIVE La descrizione riguarda la fase precedente alla trasformazione vera e propria del quartiere con le sue case popolari e le officine, in sobborgo o quantomeno in zona residenziale abitata dai ceti medio alti della popolazione. Le lenti interpretative della realtà rappresentata possono essere, a mio avviso, soprattutto quelle del tipo di norme[2] messe in gioco nella vita quotidiana, del capitale sociale[3] e della diversa combinazione di ruoli[4].

Una delle costanti del film è rinvenibile nel conflitto fra norme universalistiche e particolaristiche, le prime derivanti da un codice imposto, le seconde radicate stabilmente nella rappresentazione sedimentata della realtà . Alle prime si adempie solo in maniera formale: la magistratura, come in effetti accadeva in quel periodo in tutta Italia, stenta a svolgere il suo compito; la pubblica amministrazione si mostra interessata solo alla difesa e riproduzione del suo potere; i richiami del popolo alla “moralità” di ordine superiore avvengono solo in concomitanza all’opposizione degli interessi particolaristici degli stessi a quelli delle èlite. Questo tipo di dinamiche ( ascritte da Gans a motivi di tipo culturale[5]) portano poi all’accettazione del pagamento per il voto allo stesso Nottola e dell’elemosina del consigliere di destra, che placa le postulanti sull’uscio dei palazzi del potere.

La struttura di classe è molto rigida e vi è la necessità della predisposizione di figure specifiche che facciano da ponte, come, ad esempio, i faccendieri incontrati da Nottola nel bar prima delle elezioni. Non è visibile alcun tipo di peer control, di cui scrive Gans[6].

I ruoli sono molto “intensi” e suddivisi rigidamente, le donne vengono relegate a posizioni secondarie e marginali, così come i giovani. Nonostante ricorrano in gran parte i caratteri che, secondo Hannerz dovrebbero determinare un maggiore impegno civile, la disorganizzazione del quartiere è evidente. Il cittadino è infatti legato ad i suoi vicini da conoscenze di lungo corso, relazioni perlopiù multiple e dispone di molto tempo per coltivarle. Il quartiere è tuttavia incapsulato e questo, a differenze di quanto accade per le èlite, compromette gravemente le sue possibilità di accesso alle risorse del territorio. La chiesa non compare per l’intera durata del film, se non per sancire nel finale la legittimità dell’abuso edilizio, benedicendo i lavori durante la cerimonia di inaugurazione. Il mondo delle associazioni è del tutto oscurato dalla “struttura” economica.

Per Rosi, il problema fondamentale è la mancata coscienza di classe, ancora rappresentata da un esponente di un altro strato sociale. Il consigliere del Pci De Vita è, infatti, un ingegnere.

DOMANDE DI RICERCA In primo luogo, ritengo che questo film suggerisca l’importanza della storia dei sobborghi, dell’avvicendarsi delle interazioni politiche (nelle loro forme e nei loro contenuti, la direzionalità dei canali comunicativi, etc..) ed economiche all’interno degli stessi e nei rapporti fra i primi e il resto della città,come delle sue altre parti; della costruzione della loro identità e della loro composizione economica, sociale e culturale nel tempo.

Appunti e Curiosità:

Negli anni ‘60 (fra il 1962 e il 1964) venne progettato a Trento il piano regolatore “Marconi”, che creava un’ampia disponibilità di appartamenti, di molto superiore all’effettiva richiesta della città.

Grande assente la camorra. Si ritiene questa scelta sia dovuta alla volontà di rendere il film meno ancorato alla realtà napoletana e maggiormente capace di descrivere e rappresentare la vita politica di una qualsiasi città italiana.

Fra i primi fotogrammi del film (all’incirca allo scadere del primo minuto) vi è una scena che sembra essere stata involontariamente citata dalla pubblicità di una famosa banca.

Spezzoni Significativi

0h 01’ Discorso di Nottola sulla speculazione edilizia

0h 48’ Dialogo fra Nottola e De Vita sulla funzione sociale delle nuove abitazioni

1h 02’ Incontro di Nottola con i faccendieri per le elezioni

1h 30’ Ultimo consiglio comunale con discorso finale di Nottola e De Vita



[1] Gans, Herbert J. (1962) ‘The community’ in The urban villagers. New York: Free Press.

[2] V. a tal proposito la prospettiva suggerita dalla “new economic sociology” in J G. Lambsdorff, M. Taube, M. Schramm, The new institutional economics of corruption, Routdledge, New York 2005, p. 3.

[3] R. Putnam, Bowling Alone :the Collapse and Revival of American Community, Simon and Schuster, New York 2000

[4] Hannerz, Ulf (1992[1980]) ‘L’antropologia e I suoi ambiti, la città soft e I modi dell’esistenza urbana’ in Esplorare la città. Bologna: il Mulino, pp. 411-441

[5] Gans, Herbert J., ‘The community’, p.109.

[6] Ivi, pp.108-109.



(il link al file avi è : http://www.altrestorie.org/download.php?view.942

Buona visione : )

Marta

martedì 13 aprile 2010

Incontro sull'Etnografia dei cortili

Domani, 14 aprile 2010, presso la Facoltà di Sociologia, si tiene il primo incontro del neonascente Laboratorio di etnografia urbana:

Byggeren 1973 e oltre: i courtyards in Copenhagen tra invisibilità e pubblicizzazione

relazione di Davide Ghiraldini, Dip. Pianificazione Territoriale e Politiche Pubbliche del Territorio Università IUAV, Venezia

Ne discutono: Andrea Mubi Brighenti, Francesco Gabbi (gruppo di ricerca professionaldreamers)


Potrebbe essere interessante per tutti i frequentanti.


Facoltà di Sociologia, Via Verdi 26, Sala riunioni – III piano, ore 14:30.

http://portale.unitn.it/dsrs/dettEvento.do?HP_Request=&eventId=343868&rootchannelId=-47183


giovedì 8 aprile 2010

Contatti dei possibili intervistandi

Inviateci per email i contatti dei vostri possibili intervistandi con una breve descrizione del loro profilo (chi sono? di cosa potrebbero parlarci?...)

Aspettiamo anche la scheda osservativa compilata in versione pdf (da caricare su Esse3; per quesitoni di privacy non caricate il punto 26, cioè i nominativi e recapiti degli intervistandi). Trovate una scheda vuota di base su Esse3 e qui sotto.

A presto.

Scheda per l'osservazione dei sobborghi

Scheda di osservazione:

1. Componenti del gruppo

2. Nome del sobborgo visitato

3. Numero di abitanti

4. Mappa digitale del sobborgo (inserire)

5. Modalità di trasporto per arrivare

6. Data e ora della visita

7. Giorno della settimana

8. Durata complessiva della visita

9. Confini: dove inizia e dove finisce il sobborgo?

10. Centro / periferia: esiste una piazza centrale, molte piazzette, nessuna piazza, un centro e una periferia oppure un aggregato polimorfo? Di che tipo: riusciamo a dargli una forma (Anelli, raggi, grappoli, ecc.)?

11. Principali strade e collegamenti che arrivano e che partono: in che direzione?

12. Primo incontro con i nativi: come veniamo accolti/visti?

13. Composizione sociale della popolazione. Chi c’è per la strada nell’ora e nel giorno della settimana in cui si è visitato il posto? Sono singoli o gruppi? Che cosa fanno, in quali attività sono impegnati?

14. Principali luoghi di ritrovo: dov’è la gente? (chiese, associazioni, banda, proloco, sezione alpini, ecc.)

15. Negozi e attività commerciali

16. Monumenti, targhe commemorative, nomi delle strade

17. Cartelloni e scritte (informative, pubblicitarie e “spontanee”; pubblicità delle agenzie immobiliari)

18. Stile degli edifici e delle case

19. Parchi e zone verdi: che destinazione hanno: agricoltura, verde pubblico, verde privato...? Da chi sono frequentati?

20. Scuole, asili, uffici pubblici, biblioteche

21. Mobilità generale, traffico, accessibilità, piste ciclabili, sentieri, mobilità tra i sobborghi

22. Vicinato: elementi che lo caratterizzano (giardini comuni, cortiletti, recinti?)

23. Rapporto tra vecchio e nuovo

24. Fotografie: inserire o allegare massimo 15 fotografie con una breve didascalia informativa su luogo rappresentato, data, ora e dettaglio che si vuole rilevare (perché si è scattata questa foto? A quale dei precendenti punti della griglia osservativa si riferisce?)

25. Osservazioni libere. Note aperte su cose notevoli, specifiche, speciali, inconsuete, tipiche, inaspettate...

26. Contatti per le successive interviste(nome, cognome, qualifica, numero di telefono, ecc.)

mercoledì 7 aprile 2010

Prossimità



Nell’ambito dell’iniziativa Prossimità, curata da Cafè Culture presso le gallerie di Piedicastello a Trento, si terranno due incontri per conversare sulla città e le trasformazioni urbane:

Martedì 13 aprile 2010 h.18.30 “Spazio pubblico, arte pubblica e le nuove mappe della città”

Martedì 20 aprile 2010 h.18.30 “Quartieri: abitare la città oggi tra aspirazioni e conflitti”

giovedì 1 aprile 2010

Gruppi di osservazione dei sobborghi

– Cadine: Pasetto, Benetti, Lonardoni

– Roncafort: Bettega, Torricelli, Covolo

– Meano: Nardin, La Serra, Battiato

– Sardagna: Battista, Inama, Cariola

– Romagnano: Coato, Musmeci, Lironcurti

– Montevaccino: Santo, Virlan, Facchini

– Oltrecastello: Meneghetti, Napoli, De Giorgio, Veneri

– Villazzano-S. Rocco: Colombo, Cecconi, De Catro

– Vela: Naderi, Marino, Perotto

– Villamontagna: Macias, Messetti, Gonzalez



NOTA. Se ci fossero errori o variazioni scrivetemi al più presto, grazie.

giovedì 25 marzo 2010

Questioni aperte per l'osservazione e le interviste

Ecco qui sotto in ordine (molto) sparso le questioni che abbiamo sollevato oggi in classe. Tutti qusti elementi sono naturalmente da definire in modo più preciso e sistematico (oltre al fatto che l'elenco non è completo).
Provate, per cominciare, a trovare un ordine logico nell'elenco delle questioni, cominciando con il separare su due diverse colonne le questioni per la griglia osservativa dalle questioni per le interviste con i residenti.
Ovviamente la medesima questione può rientrare in entrambe le colonne, ma in modalità diverse (ad es., voglio analizzare il senso di appartenenza al luogo, osservo che non c'è mai nessuno per la strada, chiedo all'intervistato 'dove si incontra la gente?')

– Sviluppi storici della città. Mutamento della città.

– Mappe geografiche per orientare la ricerca. Mappe catastali.

– Identificazione della collina e i riferimenti della città.

– Caratteristiche della Collina.

– Ritmi e orari

– Proprietà della casa, status symbol, periodo di permanenza abitativa.

– Tipologia di architettura

– Assenza di piazze. Luoghi di socializzazione. Piazza come slargo?parchi e zone verdi. Aggregazioni giovanili.

– Composizione sociale della popolazione. Chi c’è per la strada?

– Identità del luogo, isole o conurbazione? scala di appartenenza, sentimento di appartenenza

– Agricoltura di lusso, masi produzione vinicola e ristorazione(turismo)

– Servizi: scuole, trasporto pubblico,rete dei trasporti(mappa), stazioni ferroviarie, fermate autobus, piste ciclabili, mobilità tra i sobborghi

– Newsletter di comunità, siti web

– Rapporto vicinato, associazionismo, auto controllo del quartiere, ronde

– Presenza o meno di pro-loco

– Paranoia della sicurezza


mercoledì 24 marzo 2010

Trento e sobborghi



Qui potete trovare il saggio bibliografico su Trento e sobborghi cui si è riferito Renato Bocchi durante la sua lezione: http://www.bibcom.trento.it/images/bocchi_trento_10_incontri.pdf


IMPORTANTE: Se qualcuno avesse la registrazione della lezione del prof. Bocchi potrebbe gentilmente metterla a disposizione? Grazie.



venerdì 19 marzo 2010

Lezione di martedì 23 marzo

Attenzione

La lezione di martedì 23 marzo è spostata dalle ore 14-16 alle ore 18-20

in aula 16 al II piano

La lezione sarà tenuta dal prof. Renato Bocchi dello IUAV di Venezia.

Dato che si tratterà di una lezione sulla città di Trento potete allargare l’invito a tutti gli studenti interessati.


La locandina dell'intervento è scaricabile qui:


http://portale.unitn.it/bpmapp-upload/download/fstore/7f000001d7ba7cb1_df8f5e_1277d61916e_-70de/Bocchi_23.03.10.pdf

giovedì 18 marzo 2010

L'ubicazione del bene



Non ci sono molti lavori letterari ambientati nei sobborghi italiani. Una recente raccolta di racconti di Giorgio Falco però è dedicata precisamente a questo tema. Il libro infatti si svolge per intero in un sobborgo immaginario a sud di Milano.

Ecco un estratto di un'intervista all'autore in cui traspare la sua poetica:

"Del resto i suburbi residenziali sono luoghi senza memoria, in essi sopravvive qualcosa di un passato agricolo, che pare un complemento estetico all'idea di verde dei nuovi residenti. Quanto al futuro, la curiosità più grande di un suburbio è capire entro quanti mesi verrà eroso il prossimo pezzetto di terreno dalle nuove costruzioni."

Potete trovare l'intervista con l'autore su la Repubblica qui: http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/spettacoli_e_cultura/passaparola-2009-

Una recensione-discussione più approfondita di Demetrio Paolin sul blog letterario vibrisse: http://vibrisse.wordpress.com/2009/06/04/giorgio-falco-l’ubicazione-del-bene/

La scheda del libro sul sito dell'editore, dove potete anche scaricare un racconto: http://www.einaudi.it/libro/scheda/(isbn)/978880619716/(desau)/Giorgio%20Falco/(desti)/L'ubicazione%20del%20bene

venerdì 12 marzo 2010

Provincia, periferia, sobborgo…



Nel numero 6 della rivista online lo Squaderno trovate una breve riflessione di Cristina Mattiucci "Provincia, periferia, sobborgo… alcune variazioni sul tema del non urbano", che suggerisce una relazione (per la precisione, una relazione negativa) tra sobborgo e spazio pubblico. In generale, il numero è dedicato alla "vita di provincia" e, sebbene non esaustivo, può forse dare qualche suggerimento per possibili quesitoni di ricerca.